mercoledì 16 maggio 2007

Why SOA need BPM and not viceversa?



Questo l'intrigante titolo di un webinar di qualche giorno fa.
Usando quanto detto durante il webinar da Collin Teubner (analista Forrester) "BPM it not synonymous with SOA; it can leverage SOA but does not depend on it".
Le due tecnologie si possono considereare complementari ma un'architettura SOA non risolve da sola gli attuali bisogni applicativi. Tutte le aziende sono sottoposte a campi continui: dalla natura del business (globalizzazione, outsourcing, regolameni,...), dalle modifiche tecnologiche (Web 2.0, mobilità, RFID,...), dalla forza lavoro (età, skill, telelavoro, job sharing, lavoro temporaneo,...), dalla geopolitica (immigrazione, devolution, terrorismo, ...) quindi l'obiettivo primario di ogni nuovo sviluppo applicativo è di costruire applicazioni facilmenti e velocemente modificabili.
Le architettura SOA, attraverso l'utilizzo di servizi, permettono di costruire "composite application" facili da modificare ma senza uno strato di BPM non gestiscono al meglio le interazione umane.
Lo strato BPM permette di risolvere i problemi legati alla visibilità, alle performance realtime, al document mangement e all'iterazioni tra persone, quali autorizzazione, escalation, commenti, ecc. In più permette di estrarre la logica di business (Business Rules Engine) dai programmi e quindi di poterla modificare con immediatezza ed eventualmente modificarla, anche in real time, attraverso l'utilizzo di EPV (Exposed Process Value).

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